Voi invece siete coraggiosi. La sera andate allo stadio, il Napoli vince, e vi sentite degli eroi.


Magari p’ arrivà o’ stadio ci avete messo due ore, pcché a cumana fa schif… Ma a vuje c ve ne ‘mport, siete tifosi, avete un sogno nel cuore.
Siete napoletani e ammazzate Napoli. Eh già, perché ci sono i commercianti che falliscono, le industrie che chiudono, i ragazzi che sono costretti ad emigrare. Ma è cchiù important o’ pallon… 


Ah già, poi volevo dì un’altra cosa: ma tutto sommato, nunn’è che fate na vita ‘e merda?
Perché penso io: Gesù sì, urlate pure “the champions”, tenete il gioco più bello d’Europa, ma venc’ semp’ a Juve. E vi intossicate. Vi intossicate fegato, cor, e stommac’. 


Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".