Nel lontanissimo ottobre 2010, a proposito del libro “Profumo” scritto dal tedesco Süskind, scrivevo:

“Quando si produce un film da un libro cerco sempre di leggerne prima l’originale. Quando ho visto il film però non sapevo esistesse il libro. In breve l’ho fatto mio!
Bella la riproposizione cinematografica, splendido il libro. Descrivere odori, buoni o cattivi che siano, sembrerebbe un’impresa impossibile, ma Süskind sorprende per efficacia ed originalità.
Si dovrebbe odiare Grenouille, per il suo distacco dalla vita e per i suoi crimini efferati, ma seguiamo con affetto questo sfortunato protagonista.
Vuoi vedere che anche il libro è intriso del suo profumo?”

Ho iniziato con interesse la serie tv omonima, senza sapere cosa aspettarmi.
La storia di Grenouille, magari ambientata ai nostri giorni, come Sherlock?
La semplice trasposizione in serie tv di un libro?

Tutt’altro. Una storia malata, adulta, di un gruppo di ragazzi che, ispirato proprio dal libro di Süskind, iniziano a coltivare una insolita passione per gli odori.

Una detective si troverà a dover risolvere uno strano caso, in cui nessuno sembra innocente.

6 puntate da 60 minuti circa, scorrevole e pieno di colpi di scena. Ogni venti minuti sarete certi della colpevolezza di qualcuno, salvo dovervi ricredere poco dopo.

Bella la scelta narrativa, con frequenti flashback che permettono una conoscenza più approfondita dei personaggi, l’unica critica è “ma quanto si può essere deviati mentali, per comportarsi così?

L’eccessiva perversione, le troppe problematiche adolescenziali rendono tutto troppo lontano, poco verosimile, seppur credibile.

Serie tv promossa, comunque: merita di essere vista.

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".