*stacchetto di Twin Peaks*

Una tranquilla cittadina di provincia, di quelle che ti immagini una sola locanda, in legno e con le tendine a quadri bianchi e rossi.

Una cittadina in cui tutti si conoscono e alle feste di paese ci sono tutti gli abitanti. Una 15enne, spensierata, speranzosa ed innamorata della vita. Uno scrittore, con il blocco della seconda opera, che sceglie di abitare per un po’ in questa cittadina pacifica. Trentatrè anni dopo, un cadavere.

Ed il romanzo inizia: un romanzo, nel romanzo. Una storia d’amore struggente, un thriller, una lezione di vita. Sono rimasto così affascinato da questo libro da leggerlo in meno di 24 ore.

Non avevo una botta simile dall’Ombra del vento e, chi mi conosce, sa che dovrebbe recuperare al volo La verità sul caso Harry Quebert, se dico così. E Zafon c’è anche qui, c’è nel vortice narrativo, nei continui flashback e nella storia raccontata dal protagonista di turno. E c’è Lehane, per le ambientazioni e per il dolore che sembra sgorgare da alcune pagine. E c’è Twin Peaks e Laura Palmer.

“Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito.”

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".

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