Ho letto questo libro nel novembre 2011. Avevo una voglia pazzesca di rileggerlo.  La prima recensione su aNobii recita:

Per tutta la lettura un aggettivo mi è frullato in testa: poetico. E credo di non averlo mai utilizzato, forse nemmeno mai ipotizzato, per un libro.
La storia narrata è tenera, intima, la narrazione prosegue parallela in un intreccio di capitoli, la curiosità fa andare avanti per scoprire la sorte di Frode mentre si legge di Hans Thomas, e viceversa.
Sembra una storiella semplice, si rivela un inno alla vita e alla scoperta delle sue meraviglie.

In questi anni ho spesso pensato al curiosissimo calendario inventato dall’autore, che trovai fenomenale e che, ovviamente, dimenticai di trascrivere.

Ma andiamo con ordine.

Di Gaarder, probabilmente, conoscerete il mondo di Sofia, che io ho trovato noiosissimo. In pratica, un trattato di filosofia, con buona pace della mia prof del liceo.

Uno stralcio della recensione, infatti:

Comprimete la noia provata per 2 ore a settimana, per 8 mesi, per 3 anni e spalmatela nelle poche ore necessarie a leggere questo libro.

L’enigma del solitario è, a mio parere, il suo capolavoro. Delicato e con la giusta dose di filosofia (è evidente che all’autore piace battere queste piste).

La storia si intreccia con altre, in un vortice che può richiamare vagamente l’ombra del vento, con le debite proporzioni.

Nella storia principale, Hans Thomas attraversa mezza Europa col padre, alla ricerca della madre che li ha abbandonati.

Nell’altra storia principale, perché non si può declassare a seconda per importanza, alcune carte prendono vita su un’isola deserta.

Già, le carte da gioco.

Cuori, quadri, fiori, picche. 13 carte per seme.

13 per 4 = 52. Come 52 settimane. Una carta alla settimana.

Inoltre, sommando i valori delle carte, dall’asso al re, abbiamo 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10+11+12+13 = 91.

91 per 4= 364. Più un Jolly, 365.

Fosse solo per l’invenzione di questo calendario, l’autore merita la mia stima infinita.

 

Nell’intreccio della storia può capitare che si perda il filo tra i narratori, magari è bene appuntarsi i 3-4 nomi principali e seguire così le vicissitudini narrate.

 

Proprio un bel libro di coincidenze, sogni e collegamenti che attraversano i secoli.

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".

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