Iniziamo col dire che ho un rispetto reverenziale per sua maestà J.R.R. e per le sue opere. Nessuno ha creato un universo così complesso e così dettagliato. Dalle generazioni passate agli alfabeti, alle regole grammaticali all’etimologia, un mondo credibile, vivo e pulsante.

Lo Hobbit nacque come racconto per ragazzi e come tale ha meno della magnificenza del Signore degli Anelli, manca di epicità e leggenda, ma è tuttavia un piacevole tuffo nella Terra di mezzo.

Accompagnare Bilbo nella sua avventura è come camminare coi piedi scalzi e pelosi sull’erba verdissima della contea, è come fumare l’erba pipa all’ombra della vecchia quercia, è come bere una pinta intera di birra con altri 3 mezzuomini.

E poi, oh, non volete scoprire come Bilbo è entrato in possesso di quel maledetto anello? 😉

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".