Ho sempre detto che appartengo all’ultima generazione dei giochi da tavolo.

Classe 1983, sotto l’albero ancora chiedevo i classici dell’epoca e non i primi videogiochi da console.

Col gruppo di amici compravamo i titoli per poi ritrovarci insieme e giocarci. Io avevo Maxi Paroliere, Brivido, l’isola di fuoco, la ruota della fortuna, Hero quest e chissà che altro.

I ricordi sono ovviamente sfocati, ma di questi ne ricordo giornate e giornate passate a giocarci.

Qui in Germania i giochi da tavolo vanno fortissimo. Non a caso, il premio per eccellenza, lo Spiel des Jahres, si assegna qui. Alcuni amici italiani ci profilarono un futuro fatto di -15 gradi, impossibilità di uscire ed intere giornate passate a casa con i nuovi giochi da tavolo. Non aspettavo altro.

Anche se a distanza di anni e, fortunatamente, senza quelle temperature, siamo arrivati a quel punto. Dopo aver comprato un puzzle, abbiamo iniziato a guardarci intorno nello sconfinato mondo fatto da dadi, pedine, tabelloni. Dipendenza totale. In due mesi scarsi, circa 15 titoli, di cui 2 self-made.

Importantissime sono state le videorecensioni di alcuni ragazzi italiani e Boardgamegeek, il più grande portale del settore.

E quindi Cluedo, Geister Geister Schatzsuchmeister, Hanabi, Jenseits von Theben, Machi koro, Keltis, Colt express, Dobble, Micropul, Qwirkle, Citadels, Loony quest, Sushi go, Heimlich.

Vorrei parlare di ogni gioco dettagliatamente, nei post successivi. Magari sarò d’ispirazione a chi sta cercando come divertirsi, con un budget ridotto e una pizza tra amici.

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".

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