Quindi scrivi fans.

Ti immagino in ufficio, mentre parli coi managers, organizzando meetings. Ti hanno chiesto di mandare mails a tutti i colleghi, scrivendo “aggiornate i drivers dei vostri computers, notebooks, tablets e poi cancellate i files“.

E poi, durante le riunioni, tutti a toccare touchscreens, usando smartphones pieni di accounts di social networks. Con le passwords salvate e le emoticons gialle. I più scaltri, addirittura, cercano links di films.

Ma per fortuna, esistono i weekends.

C’è chi ha promesso ai figli teenagers una vacanza e fa i check-ins e conferma prenotazioni in beds and breakfasts o in hotels, chi preferisce restare a casa indossando larghe t-shirts o bodies e mangiando hamburgers e guardando il grande fratello in tv: nominations e flirts tra stars famose.

Chi alterna talk shows in tv a riviste piene di scoops e gossips.

Chi si dedica all’arte: legge libri thrillers pieni di killers, va al circo a vedere clowns, sfilate di top models, concerti di rockstars o rockbands. Ma sempre in compagnia dei partners.

Bodyguards, personal trainers, impiegati dei call centers, finalmente possono lasciare i loro badges nel cassetto e scordare i litigi coi loro leaders.

Quasi quasi, sarebbe stato meglio fare i gangsters e battere tutti i records di reati, no?

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente logo designer. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".