È il 1992.
Alfonso Ribeiro, il celebre cugino Carlton nel telefilm Willy il principe di Bel-Air, regala uno dei momenti di maggior divertimento dell’intera serie, ballando sulle note di “It’s not unusual”, con una coreografia decisamente particolare.

Abilissimo ballerino, pochi sanno che a 12 anni è protagonista di uno spot di una nota bevanda, con il re del pop, Michael Jackson.

Sono, tuttavia, i suoi strani passi di danza sul pezzo di Tom Jones, ad averlo reso un meme vivente, tra citazioni, imitazioni e parodie.
Ma come nacque l’idea?
Solo molti anni dopo, Alfonso confessò di essersi ispirato a due particolari aneddoti, ad oggi riscontrabili in rete.

Carlton dance

È il 1987.
Eddie Murphy nel suo spettacolo comico “nudo e crudo” (titolo originale Eddie Murphy Raw) imita il modo di ballare dei bianchi, facendo notare quanto buffi fossero ai suoi occhi.

È il 1984.
Bruce Springsteen pubblica Dancing in the dark, tratta dal celebre album Born in the USA.
Negli ultimi secondi del video ufficiale, il boss invita una giovane ragazza sul palco. La produzione gli aveva detto chiaramente chi invitare e lui era convinto fosse una semplice fan.
Si scoprì poi che la ragazza, che la maggior parte di noi ricorda per il ruolo di Monica Geller in Friends, è la ventenne Courtney Cox, ancora poco famosa ed in cerca di visibilità.
L’attrice sale sul palco ed improvvisa un balletto col cantante americano.

L’unione di questi movimenti, l’unione della parodia di Eddie Murphy e dell’improvvisazione di Courtney Cox ha dato il via alla celebre Carlton Dance, inserita addirittura nel videogioco Fortnite.
L’attore ha tuttavia intentato causa alla Epic Games, produttrice del gioco, per aver utilizzato e tratto profitto dalle sue “gesta”.

I video su Youtube:
Carlton dance
Eddie Murphy Raw
Dancing in the dark
La Carlton dance a ballando con le stelle USA
Alfonso Ribeiro rivela le sue ispirazioni

Bonus: Spot Pepsi

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente logo designer. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".