Disambiguazione – Se stai cercando Freddy Mercury, sei un ignorante di merda.

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Altissime, le aspettative per questo film. Complicata la gestazione, con Rami Malek che va a sostituire Sacha Baron Cohen e Ben Whishaw, ritiratisi per incomprensioni con i membri originali.

Un Rami Malek immenso, verosimile, carismatico, fragile. Immagino quanto poco abbia dormito, sentendosi under pressure per il confronto.

Conosciuto ai più per Una notte da museo e la serie tv Mr. Robot, da ieri ha in me un nuovo fan.

Bohemian Rhapsody Cover

Is this the real life? Is this just fantasy? 

Due minuti di film ed avevo gli occhi lucidi. Cosa avrei dato, per ascoltare la sua voce dal vivo. Cosa avrei dato, per essere a Wembley 86. 

Il rimpianto più grande nella storia della musica.

In America si riferiscono al 3 febbraio 1959 come the day the music died, “il giorno in cui la musica morì”. Madonna ha realizzato una cover del brano originale di Don McLean, che forse ricorderete.

Il 3 febbraio 1959 morirono Buddy Holly, Ritchie Valens e J. P. “The Big Bopper” Richardson. Per me, la musica è morta il 24 novembre 1991.

Fa effetto, quindi, poter rivivere la storia di Freddie Mercury in un film che ne parla con educazione e rispetto. Buttarsi headlong nella sua vita, nella sua fragilità, nel suo carattere, nei suoi tormenti da solista.

Davanti ai nostri occhi, i Queen scrivono Bohemian Rhapsody, Love of my life, We will rock you. La famiglia Mercury-May-Taylor-Deacon per due ore si allarga a tutti noi, fan appassionati o semplici curiosi. E, dopo questo film, ho la sensazione che ci sarà un incremento di ascolti su Spotify, di ricerche ed approfondimenti, di cover band tra i più giovani.

Unico neo, in un’opera prossima alla perfezione, è la scelta di fermare la storia al Live Aid 85. Probabilmente, la più importante consacrazione della band, ma ho sentito la mancanza del concerto di Wembley dell’anno dopo e di Innuendo. Forse è giusto così, ricordare e tributare il più grande frontman di tutti i tempi all’apice, quando l’AIDS non era ancora debilitante.

Impressionante, poi, la somiglianza di Gwilym Lee con Brian May. Più volte mi sono convinto che fosse proprio il chitarrista originale a recitare. 

Bohemian Rhapsody è il film con la migliore colonna sonora mai realizzata. E non parlo – ovviamente – solo delle canzoni dei Queen. Sentirete anche pezzi che hanno fatto la storia del rock che, per uno che ascolta Virgin Radio da 9 anni, è linfa vitale.

Andatelo a vedere. E rivedere. 

The show must go on.

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente webmaster. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".