Siamo abituati ad utilizzare il computer da soli, seduti ad una scrivania o, magari con un portatile, sul divano.

Quando si pensa all’assistenza informatica, di solito, immaginiamo di dover portare il nostro pc ad un professionista in un negozio specializzato, per consentirgli le dovute riparazioni.

Nella maggior parte dei casi può esser vero ma esistono utilissime applicazioni che consentono ad un tecnico, un amico o un semplice conoscente di utilizzare il nostro pc a distanza, seppur nella più totale sicurezza.

Questi interventi, ovviamente limitati alla sola parte software dei nostri dispositivi, possono risultare spesso determinanti per un corretto ripristino delle funzioni o per un’operazione troppo complessa per noi.

Teamviewer e AnyDesk sono due tra i software più famosi e gratuiti e permettono, dopo un semplice download, ad un primo utente di utilizzare il computer del secondo, muovendone il mouse e digitando sulla tastiera, come se fosse presente sul posto.

Ovviamente, il proprietario del computer “ospite” dovrà acconsentire l’accesso e potrà, in ogni momento, chiudere la connessione remota, a totale garanzia della sua privacy e sicurezza.

La procedura è simile per entrambi i software: una volta installati e dichiarato di non utilizzare le applicazioni per scopi commerciali, verrà assegnato un numero univoco al nostro computer.

Fornendo tale numero ad altre persone, esse potranno navigare, previa nostra autorizzazione, liberamente tra le nostre cartelle, file, applicazioni e documenti, magari per aiutarci nella risoluzione di quel problema impossibile.

Ripristinare alcune mail cancellate erroneamente, impostare correttamente il nuovo antivirus, ottimizzare le prestazioni del computer, configurare una stampante.

Operazioni che, con un aiuto a distanza, potranno essere realizzate comodamente da casa, senza dover ricorrere a negozi specializzati!

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Intollerante a molte cose, soprattutto a me stesso. Dipendente da arachidi, pollo e cioccolata. Odio gli errori di grammatica e di battitura. Ho intrapreso una battaglia contro i doppi spazi. Da 0 a 30 anni ho vissuto a Napoli. Diploma scientifico, 60/100, che è il giusto prezzo da pagare per un pezzo di carta. Poi due anni all'università Parthenope, ma fare il rettore mi annoiava. Per nutrire il mio cinismo, inizio a lavorare nel settore del recupero crediti. Poi ho vissuto 4 anni a Monaco di Baviera, per contrastare il fenomeno dilagante del cappuccino accompagnato alla pizza. Sedicente showman, sedicente umorista, sedicente logo designer. Sogno di rivivere la vita di Benedetto Croce al contrario: nascere a Napoli, morire a Pescasseroli. Sulla mia autopsia ci sarà scritto "è morto di intolleranza".